Perchè non bisogna pagare le tasse

Miliardi di Euro impiegati male e che hanno solo generato corruzione nel Paese sono i proventi delle tasse cui sono chiamati  a pagare gli italiani in misura sempre maggiore. Un sistema fiscale sbagliato e predone, che ha ridotto in miseria centinaidi migliaia di famiglie italiane, con aziende costrette a chiudere perché sommerse di debiti, solo per arricchire politici e malavitosi colludenti tra loro. Gli unici datori di lavoro ancora in grado di mantenere le proprie clientele sono rimasti gli enti pubblici. Intorno ai comuni, alle Province ed alle Regioni, gravitano veri e propri crogiuoli di lacchè, che diversamente non saprebbero come sfamare le proprie famiglie. Contributi per associazioni fantasma; per squadre sportive inesistenti; per gente bisognosa (non sempre) o per tante altre nicchie di circostanza, che fotografano una situazione sociale corrotta quasi capillarmente. Se poi passiamo in rassegna gli appalti pubblici o i contributi per aziende di una certa entità, la corruzione assume dimensioni ben più consistenti e si evolve al rango di associazione a delinquere, trovando il suo momento di sublimazione con il contributo ai giornali… quelli di regime, naturalmente, che sanno parlare tacendo. Per tenere in piedi lo statalismo finanziario e fare in modo che continui a “girare la giostra” nel senso che abbiamo indicato, bisogna che si realizzino due condizioni: 1) che si rendano sempre più assoggettati i cittadini; 2) che si prelievi il più possibile dalle loro tasche per incrementare la fonte di ridistribuzione. Entrambi le condizioni si realizzano in un solo momento nella vita di uno stato: quando si effettua il prelievo fiscale. Maggiore è il prelievo, minore diventa la libertà d’azione del cittadino. Di converso, maggiore è il prelievo effettuato, maggiore è il potere che i rappresentanti dello stato esercitano sui cittadini. Chi è povero, d’altronde, non può avanzare pretese. Diceva un politico scomparso negli anni ottanta: “non si diventa uomini alla maggiore età o quando si prende moglie, ma quando si consegue il primo reddito”. Se il reddito che percepiscono gli italiani viene in gran parte ritirato dallo stato e senza voler comprendere se agli italiani rimane la possibilità di vivere una vita dignitosa, quegli italiani che risulteranno poveri e non in grado di sopravvivere dignitosamente, dovranno o rubare o strisciare ai piedi dei potenti.Ma vediamo nel dettaglio perché è giusto non pagare le tasse così come sono congegnate nel nostro sistema fiscale. Per capirci meglio prendiamo ad esempio un commerciante o un negoziante medio che ricava dal suo esercizio diciamo Euro tremila mensili. Il fisco interviene tassando interamente il reddito preso in considerazione e nella misura prevista dal sistema, senza porsi il problema legato alla sopravvivenza del negoziante. A ben chiosare questo aspetto e volendo riconoscere dignità umana ad ogni cittadino della Repubblica, che lavora e produce, è assolutamente fuori luogo che un reddito venga tassato prima che sia assicurata al soggetto che lo ha prodotto dignitosa sopravvivenza insieme alla sua famiglia. Se si attuasse ciò e posto che la famiglia di tale soggetto possa avere bisogno ogni mese di tutto il reddito prodotto, il reddito preso in considerazione non dovrebbe essere tassato di un solo centesimo. Il soggetto che lo ha prodotto, infatti, spendendo tutto il ricavato mensile non solo ha esercitato un suo diritto naturale ma ha pagato le tasse abbondantemente se è vero come è vero che ogni genere acquistato è gravato da imposta. Inoltre la maggiore spesa va ad incrementare altri bilanci, che per effetto di ciò risulteranno maggiormente introitati e dunque tassabili in maniera più congrua. Ma la novità assoluta consisterebbe nell’automatica estinzione dell’evasione fiscale. Provate ad immaginare come ognuno di noi si munirebbe di ogni certificazione fiscale, dallo scontrino alla fattura, se essa fosse (come a rigore di logica dovrebbe essere) detraibile. Ognuno scaricherebbe dal proprio reddito le spese mensili per mangiare, per vestirsi, per l’acquisto di carburante ecc… Il cittadino contribuente che diventa controllore scrupoloso non per odio di classe ma per interesse diretto.Ai nostri giorni, invece, quando mi reco per qualche compera evito di ritirare lo scontrino fiscale, che serve agli idioti ed ai parassiti che provano livore per chi produce. Personalmente e a queste condizioni non voglio lo scontrino fiscale, almeno fino a quando non mi daranno la certezza di poterlo scaricare come costo.Domenico Longo

Lascia un commento

Occorre aver fatto il login per inviare un commento