I SIGNORI DELLA ZONA FRANCA

Quasi a chiusura del presente numero apprendiamo della richiesta degli arresti domiciliari firmata dal GIP di Santa Maria Capua Vetere, Francesco Chiaromonte, per una trentina di persone (per tre delle quali è stata prevista la misura cautelare in carcere) quasi tutte legate all’UDEUR tra cui spicca il nome di Sandra Lonardo, moglie del Guardasigilli Mastella. Lo stesso Guardasigilli risulta indagato per ben sette ipotesi di reato: concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d’ufficio e due concorsi in falso. Sandra Lonardo, Presidente del Consiglio Regionale della Campania, invece, è stata tratta in arresto (ai domiciliari) per tentata concussione ai danni di un manager dell’ASL Casertana. I due PM, come avevamo preannunciato sullo scorso numero, titolari dell’indagine, sono Cimmino e Giordano in forza presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Inoltre è stato sospeso il Prefetto di Benevento, Urbano ed un giudice del TAR Campania, De Maio.
Una vera e propria holding tendente a controllare buona parte del sistema degli impieghi pubblici attraverso pressioni o scambi di favori con amici potenti ben inseriti nelle istituzioni. Questo è quanto sostengono in buona sostanza i PM, Giordano e Cimmino, che hanno formulato le accuse e stando così le cose non si può escludere che i reati saranno contestati sotto il vincolo associativo.
Una storia vecchia che abbiamo denunciato da anni sulle colonne del nostro giornale ma che non ha trovato riscontro alcuno in una provincia come Benevento con una Procura della Repubblica sorda a qualsiasi richiamo alla legalità fattogli pervenire direttamente con denunce o indirettamente attraverso la stampa, in centinaia di occasioni. Mai una sola pubblica amministrazione mastelliana, su cui non sono mancate certo le denunce, che sia stata indagata dai sostituti agli ordini del Procuratore Capo, Ruggiero Pilla. Atti insabbiati, smarriti, snobbati, negati. Una procura prona per Mastella, insomma, e pronta a negare l’evidenza o a brogliare fascicoli pur di garantire la continuità di un sistema di corruzioni mantenuto in piedi per reciproca convenienza. Una delle migliori dimostrazioni ci viene fornita dal caso Loretta Mussi, la manager che qualche anno fa ebbe a dichiarare alla stampa: “non ce la faccio più con Sandra Mastella, che mi impone i suoi nomi ogni qualvolta devo effettuare delle assunzioni”. In tale circostanza la Mussi fu condannata per diffamazione a mezzo stampa a risarcire Sandra Lonardo Mastella. Un caso analogo di tentata concussione per il quale oggi la stessa Lonardo è agli arresti domiciliari ma che a Benevento ebbe un diverso epilogo. La Procura, e come ha fatto tante altre volte, non si sognò neanche di effettuare indagini serie tendenti a scoprire se fossero vere o meno le affermazioni della Mussi. Preferì condannarla in sede civile per la felicità della famiglia Mastella.
Oggi la signora Mastella nega la circostanza secondo cui avrebbe concusso il manager casertano e si dice addirittura allibita perché lei, proprio lei, non ha mai concusso nessuno.
Gli avvocati di Mastella hanno affermato che i loro assistiti non hanno preso un solo euro ma la verità è un’altra: nel Sannio in particolare ma anche in altre parti della Regione non c’è rimasto ente in cui non siano stati inseriti uomini dell’UDEUR. Mastella ha persino pensato che il Consiglio Regionale avesse bisogno di ricevere man forte dalla sua famiglia ed allora ha inserito sua moglie con la lista bloccata. La politica per Mastella rappresenta mera gestione del potere per il potere e fiumi di soldi pubblici percepiti pretestuosamente. Ricordiamo Iside Nova, sedicente associazione culturale con a capo il figlio di Mastella, che beneficia ogni anno di centinaia e centinaia di migliaia di euro dalla Regione per una mera festa di piazza, fosse pure che duri quattro giorni e più; ma ricordiamo anche il Campanile Nuovo, un giornale di cui Mastella si fregia di esserne l’editore ma di cui si sa ben poco concretamente, tantomeno si conosce la zona dove viene pubblicato, quasi come se fosse un fantasma. Anche per il fantasma Mastella percepisce centinaia e centinaia di migliaia di euro, soldi pubblici, naturalmente. Non necessariamente i soldi si chiedono direttamente al momento della concussione, dunque. È sicuramente più conveniente, anzi, creare le condizioni attraverso una rete di rapporti che consente di intascare milioni di euro dagli enti pubblici nel cui interno vi sono stati inseriti a suo tempo uomini di propria fiducia. Altro che gridare allo scandalo per gli arresti degli amici di Mastella. Allo scandalo si doveva gridare quando Mastella è stato nominato Ministro della giustizia; allo scandalo si doveva gridare quando Sandra Lonardo fu imposta alla Regione ed infine allo scandalo si doveva gridare centinaia e centinaia di volte che la Procura di Benevento copriva e copre ancora le malefatte di tanti mascalzoni che fanno capo al partito di Mastella e che hanno sempre considerato il Sannio come il luogo ideale per i loro bivacchi con l’assoluta certezza dell’impunità. Questa è la magistratura che piace a Mastella, quella di Benevento, quella cioè che lo ha fatto sempre operare indisturbato come in una zona franca non assoggettata alle leggi dello stato.
Mastella ha invitato a guardare su YouTube il filmato del procuratore che lo ha inquisito ed ha aggiunto che costui è una vera e propria macchietta. Però s’è scordato di dire che su You Tube è stato messo anche il filmato del Columbus Day, in America, dove le eloquenti riprese mostrano l’indice di gradimento degli emigranti per Mastella, i quali emigranti, durante tutto il percorso della sfilata gridavano in coro ed esibivano a braccia alzate cartelli con su scritto viva De Magistris.
Infine si dovrebbe gridare allo scandalo per la circostanza legata a quell’incomprensibile solidarietà formulata all’indirizzo di Mastella dalla maggioranza dei gruppi politici presenti nel Parlamento e dai suoi tirapiedi, che hanno inscenato una grottesca manifestazione in favore di Mastella, a Benevento quasi come se costui ed i suoi adepti fossero esonerati, e diversamente da come avviene per tutti gli altri cittadini della Repubblica italiana, dal dimostrare la loro estraneità ai fatti contestatigli in una normale aula di Tribunale.
Domenico Longo

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